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Studio di Riabilitazione MEDICAL FISIOKINE Owner Dr. Lidia E. Guzman: Osteopata | Posturologa | Chinesiologa | Fisioterapista https://g.co/kgs/9zTpTUR
Le malattie reumatiche, alle quali è dedicata la giornata mondiale del 12 ottobre, rappresentano la seconda causa di disabilità nel mondo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e sono trasversali a tutte le fasce d’età.
Con malattie reumatiche si intende una categoria generale di patologie in cui si sviluppa un’infiammazione che può interessare diversi organi, tra cui articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli. Partendo solitamente da fastidi ricorrenti, se trascurate e lasciate al loro decorso possono degenerare e arrivare fino alla perdita della funzionalità della struttura interessata.
Vediamo ora quali sono le patologie specifiche che rientrano nella categoria, quali sono i sintomi e le possibili cause.
Malattie reumatiche: tipologie, sintomi e cause
Partendo dalla comune artrite, va innanzitutto chiarita la sottile distinzione con il disturbo dell’artrosi, che presenta alcuni sintomi simili ma non rientra tra le malattie reumatiche. L’artrite si riferisce infatti a una malattia sistemica infiammatoria che alterna fasi acute a fasi di remissione e può colpire le articolazioni, mentre l’artrosi è una malattia cronica dovuta all’usura di un’articolazione ed è caratterizzata da lesioni degenerative della cartilagine.
Se quest’ultima, essendo legata essenzialmente all’usura dell’articolazione, è normalmente causata dall’età o da un’attività fisica intensa e squilibrata, diverso discorso va fatto per l’artrite.

Questa è infatti una malattia sistemica che colpisce non solo le articolazioni ma tutto il corpo e ha una forte componente genetica. La forma più conosciuta è l’artrite reumatoide, malattia autoimmune che può presentarsi in qualsiasi fascia d’età.
Altro esempio di grave malattia reumatica è la Spondilite Anchilosante, una patologia cronica degenerativa che colpisce selettivamente lo scheletro assiale determinando dolore, notevole rigidità, ridotta mobilità e alterazioni posturali fino a una grave disabilità.
Tutti questi disturbi, seppure si differenziano per cause e natura, spesso hanno molti sintomi in comune, quali:
• Dolore al collo
• Lombalgia
• Dolore all’anca
• Rigidità mattutina
• Dolore
• Gonfiore
• Mancanza di mobilità

Grazie alla sinergia tra le tecniche osteopatiche manuali delicate su articolazioni, muscoli e legamenti, ai consigli sullo stile di vita e sull’utilizzo corretto del corpo, è possibile migliorare notevolmente il benessere generale del fisico e condurre una vita decisamente più serena per chi deve convivere quotidianamente con queste patologie croniche.
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MEDICAL FISIOKINE
Dott.ssa Lidia Esther Guzman
Rimedi per il dolore della Cervicalgia e Fisioterapia
- Funzione
- Struttura
- Caratteristiche
- Disturbi
- Terapia
- Rimedi
Funzione
Levertebre cervicalicompongono iltratto cervicale, il quale è la parte più mobile dellacolonna vertebralee la più delicata in quanto le vertebre di questa zona sono più superficiali rispetto alle vertebre dorsali e lombari.
Si occupano di sostenere estabilizzare il cranio, inoltre levertebre cervicaliproteggono le strutture che le attraversano come il midollo spinale, le radici nervose e l’arteria vertebrale.
Le vertebre cervicali si suddividono a loro volta in due parti:
- Tratto cervicale superiore, composto dalla vertebra atlante ed epistrofeo che si occupano principalmente della rotazione del tratto cervicale.
- Tratto cervicale inferiore,che si occupa principalmente della flessione anteriore, posteriore e laterale.

Struttura
Iltratto cervicaleè costituito dasette vertebre, suddivise ulteriormente in due regioni con caratteristiche diverse:
- Regione superiore(C1-C2)
- Regione inferiore(C3-C7)
Il tratto cervicale inoltre presenta una curva fisiologica con convessità anteriore chiamatalordosi cervicale.
Levertebre cervicali dei segmenti da C3 a C6 hanno caratteristiche simili alle altre vertebre del rachide, sono cioè composte da:
- Corpo vertebrale, nella parte anteriore della vertebra di forma cilindrica, che supporta il carico maggiore.
- Disco intervertebrale, che si trova tra due corpi vertebrali con la funzione di assorbire e ammortizzare le sollecitazioni dei movimenti quotidiani.
- Arco vertebrale, che avvolge il midollo spinale posteriormente formato da due peduncoli che si collegano nella parte anteriore con il corpo vertebrale e due lamine che nella parte posteriore si trasformano nel processo spinoso.
- Due processi trasversi, che sono il punto di unione delle lamine e dei peduncoli, che possono anche articolarsi con le coste della gabbia toracica.
Inoltre i segmenti dellacolonna cervicalehanno delle aperture in ognicorpo vertebraledove passano le arterie che trasportano ilsangue al cervello.
Caratteristiche
Levertebre cervicalihanno delle caratteristiche che le distinguono dalle altre vertebre di altri segmenti. Nello specifico hanno una grandezza minore rispetto ad altre vertebre e un foro vertebrale di forma triangolare. La loro dimensione ridotta è dovuta al fatto che devono sostenere un peso minore rispetto alle vertebre dorsali e lombari.
Inoltre la prima, la seconda e la settima vertebra cervicale hanno delle caratteristiche uniche rispetto a tutte le altre vertebre:
- La prima vertebra cervicale o atlante, si articola con l’occipite e sostiene il cranio. Ha la caratteristica di non avere il corpo vertebrale ed composta da due archi che si uniscono lateralmente.
- La seconda vertebra cervicale o epistrofeo, la quale ha un corpo vertebrale modificato caratterizzato dalla presenza di un dente che funge da perno per la prima vertebra cervicale, permettendo così di poter ruotare la testa con maggiore facilità.
- La settima vertebra cervicale o prominente,caratterizzata da un processo spinoso lungo e sporgente, visibile e palpabile alla base del collo. La vertebra prominente ha delle caratteristiche intermedie tra le vertebre del tratto cervicale e quelle del tratto dorsale.
Disturbi
Nellevertebre cervicalipuò presentarsi nel tempo diversi fastidi e dolori al collo che vengono classificati con il nome di cervicalgia associati ad altri sintomi:
- Torcicollo
- Mal di testa
- Vertigini
- Dolore lungo il braccio o cervico-brachialgia
- Formicolio lungo il braccio
- Riduzione della capacità di movimento
- Nausea e/o vomito
Terapia
Dolori Cervicali: Cure e Rimedi
Il trattamento del dolore cervicale varia in funzione di almeno due fattori: la causa del disturbo e la severità dei sintomi.Le forme più lievi di cervicalgia tendono a risolversi spontaneamente o grazie all’attuazione di banali accorgimenti, nel giro di qualche giorno/settimana.Le forme più complesse, invece, necessitano di piano terapeutico appropriato, che, a seconda delle circostanze, può comprendere la fisioterapia, l’uso di un tutore, l’uso di farmaci antidolorifici, la terapia infiltrativa e, talvolta, perfino la chirurgia.
Rimedi per il dolore della Cervicalgia e Fisioterapia
La fisioterapia per i dolori cervicali trova indicazione nei pazienti con sintomi persistenti, dovuti a problematiche muscolo-articolarima non solo.

Il trattamento fisioterapico per la cervicalgia comprende, principalmente,esercizimirati a migliorare laflessibilità, lamobilità, lastabilizzazionee laforzadel collo; esso si concentra suimuscolie sullearticolazioninon solo dell’area cervicale, ma anche della spalla e del rachide toracico.
La fisioterapia richiede costanza da parte del paziente: per poterne apprezzare i benefici, infatti, occorre tempo (diverse settimane di “allenamenti”).
Inoltre, è consigliabile fare tesoro degli esercizi proposti dal fisioterapista ed eseguiti nel suo studio,per ripeterli a casa, in un ritaglio di tempo, così da favorire il processo di guarigione.
Tra l’altro, appuntare gli esercizi può tornare utile in futuro, in caso dieventuali recidive.
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Studio Professionale Medical Fisiokine Caianello (CE)
COS’È LA FISIOTERAPIA DERMATO-FUNZIONALE La fisioterapia dermato-funzionale, estetica e riparativa è una branca della riabilitazione che si occupa lavorare sulle disfunzioni del sistema tegumentario, su alterazioni problematiche della pelle e dei tessuti causate da malattie endocrine o metaboliche che portano a una conseguente modifica della funzionalità di questi tessuti. Le cause alla base di queste disfunzioni possono essere di diversa natura: • Esiti chirurgici con presenza di cicatrici ipertrofiche • Eccesso di adiposità • Alterazioni a carico del sistema vascolare e del sistema linfatico • Presenza di fibro edema geloide (erroneamente chiamata cellulite) Erroneamente si tende a considerare il fattore estetico come unico “sintomo” di queste patologie, ma in realtà si va ben oltre: l’apparato tegumentario svolge la cruciale funzionale di protezione e ossigenazione di tutti gli organi sottostanti, perciò una qualsiasi alterazione cutanea deve essere attentamente valutata per non comprometterne la sua delicata funzione.
COME AGISCE LA FISIOTERAPIA DERMATO-FUNZIONALE: TUTTI I BENEFICI
I trattamenti che vengono applicati con la fisioterapia dermato-funzionale seguono specifici protocolli e linee guida che prevedono l’uso di terapie manuali e di mezzi fisici,

come ad esempio la radiofrequenza, le onde d’urto, gli ultrasuoni e il laser. Applicata dal fisioterapista con questi protocolli, la fisioterapia dermato-funzionale: • Migliora la circolazione linfatica e vascolare • Stimola la lipolisi e il connettivo con azione anti-cellulite, tonificante, rassodante e anti-aging • Lavora per la riduzione delle adiposità localizzate • Favorisce il recupero post-operatorio in seguito ad interventi di chirurgia generale ed estetica
PERCHÉ SCEGLIERE LA FISIOTERAPIA DERMATO-FUNZIONALE
La fisioterapia dermato-funzionale è l’alleata perfetta per trattare cellulite, ritenzione idrica, lassità cutanea, diastasi addominale post-gravidanza, cicatrici, rughe, acne e problematiche legate alla cattiva circolazione.
È la scelta giusta per chi desidera un’alternativa alla chirurgia plastica e riparativa perché ottimizza i risultati senza complicazioni post-intervento e previene le aderenze chirurgiche. Provare per credere!
Ibambini crescono a vista d’occhio, soprattutto nel passaggio tra scuole elementari e scuole medie. Se da un lato può anche essere motivo di soddisfazione per mamma e papà, dall’altro deve mettere in guardia, perché è proprio in questo momento di crescita che possono comparire dei difetti posturali. Ed ecco come entra in gioco la ginnasticaPosturale.
La Dr.ssa Lidia Esther Guzman ( Osteopata D.O. – Posturologa – Fisioterapista, Titolare dello Studio Multidisciplinare Medical Fisiokine), spiega come la schiena storta, dorso curvo, collo flesso, sono alcuneanomalie posturaliche pesso e volentieri compaiono nel periodo dell’infanzia e della preadolescenza, soprattutto nel periodo tra la classe quinta elementare e la prima media, quando i ragazzi si trovano in unafase di crescitamolto delicata. Basta dare loro un occhio, per accorgersi quanto stiano cambiando non solo nell’aspetto esteriore, ma anche da un punto di vista strutturale, motivo per cui meglio è imparare ad osservarli bene e di continuo.
La ginnastica correttiva nei bambini

Osservare la crescita dei bambini
Eventualidifetti posturalinon devono trascurati, perché con il tempo possono peggiorare anche gravemente con il rischio che non possano più essere corretti. Purtroppo non è sempre così facile “avere l’occhio clinico” e accorgersi di unvizio posturale. La scoliosi, per esempio, è piuttosto perfida: spesso e volentieri viene “scoperta” solo alla prima visita con il medico specialista, quando il bambino piegandosi a 90° in avanti, manifesta il cosiddettogibbo, una marcata sporgenza di una o più vertebre chiaramente visibile sulla schiena.
Oppure capita sovente che unadeformità in ipercifosi della colonna vertebralevenga scambiata dai genitori e dagli insegnanti per una postura assunta per un atteggiamento “troppo” timido. Insomma, imparare a osservare i nostri bambini e ragazzi, è davvero la prima cosa da fare.
Nel momento poi che si ha anche un minimo dubbio di un difetto di postura, il passo successivo è quello di sentire il parere di unmedico specialista, che dopo una prima visita saprà indirizzare il giovane paziente nel modo più appropriato. In molti casi quella che viene indicata è laginnastica posturale o correttivache ha lo scopo di prevenire l’insorgenza di atteggiamenti posturali scorretti o comunque più gravi e dirieducare il corretto assetto posturale, se già alterato.
Le conseguenze di una postura scorretta
In presenza di una postura scorretta, infatti, non solo le ossa, ma anche i tessuti molli, possono assumere uno stato alterato. Alcuni muscoli perdono di tono e non sorreggono come dovrebbero la struttura scheletrica; altri invece si retraggono, diventando così più rigidi e accorciati, e creando forti tensioni. In questo modo, l’intero sistema muscolo-scheletrico si trova indisequilibrio, e non si dovrà aspettare molto perché compaiano dolori e complicazioni funzionali, come per esempio una respirazione scorretta.
Perché è importante la ginnastica correttiva

Laginnastica correttivaè una vera e propriarieducazione, che con la pratica costante viene assimilata dal bambino o dal ragazzo e gli permette quindi diautocorreggersia livello posturale. Ciò significa che il bambino non tenderà più ad assumere posizioni scorrette, ma imparerà a “sentire la schiena”, e sì, a tenerla bella diritta. Laginnastica correttiva, infatti, è importante, non solo per risolvere il difetto, ma soprattutto per educare il bambino al giusto comportamento da adottare perprevenire posizioni erratee l’insorgere di nuove problematiche.
Gli esercizi di ginnastica correttiva hanno l’obiettivo di migliorare lamobilità articolare, laflessibilità muscolaree latonicità muscolare. Basti pensare che una schiena con un buon tono muscolare sarà sicuramente più idonea e attiva nel “sostenere” una colonna vertebrale che fa un po’ di testa sua.
Quel che è più importante è che avvicinare un bambino alla ginnastica correttiva gli permette di essereconsapevoledel problema posturale e del proprio corpo; viene attivata la suasensibilità propriocettivae nel tempo lo si rende autonomo, affinché, una volta terminato il ciclo di lezioni e valutati i risultati ottenuti, possa lavorare sul suo corpo per prevenire eventuali patologie posturali.
Spalle non allineate, fianchi asimmetrici e bacino obliquo, scapole ad altezza diversa: molti sottovalutano queste ‘alterazioni posturali’ che invece sono i ‘classici’ segni di unascoliosi.
Si tratta di una curva non fisiologica della colonna vertebrale sul piano frontale, nella maggior parte dei casi visibile già ad occhio nudo dagli esperti durante le visita. E’ una patologia evolutiva che si può presentare durante il periodo di crescita dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’età ‘critica’ in cui prestare più attenzione
“La scoliosi per il 20% dei casi è secondaria ad altre patologie (ad esempio correlata a una scoliosi congenita in presenza di malformazioni vertebrali o a una scoliosi neurologica in presenza di patologie neurologiche), mentre il restante 80% è definita scoliosi ‘idiopatica’, perché non se ne conosce ancora la causa certa, definita al momento con origine multifattoriale”, ha spiegato la dott.ssa Lidia Esther Guzman, Osteopata D.O. Specialista in Posturologia Clinica in MEDICAL FISIOKINE Caianello (CE).
Lascoliosi idiopaticapuò presentarsi in qualunque momento durante l’infanzia e l’adolescenza, con un’evoluzione maggiore nel periodo di crescita rapida. Le fasce d’età più critiche sono:
- nei primi mesi di vita, generalmente tra i 6 e i 24 mesi;
- tra i 5 e gli 8 anni;
- durante la pubertà, in genere dopo gli 11 anni
“Il periodo immediatamente precedente all’arrivo delle mestruazioni è il più importante da tenere sotto controllo, perché è il periodo in cui si verifica il picco di crescita e quindi il momento di maggior rischio di evolutività di una scoliosi già presente – spiega la dottoressa Guzman.
Il raggiungimento della prima mestruazione ci indica invece che il picco di crescita ossea è terminato, per cui si assiste a un rallentamento della crescita ossea e così anche a un rallentamento della progressione della scoliosi”.
I campanellid’allarmea cui si deve prestare attenzione per riconoscere precocemente un’eventuale scoliosi sono:
- alterazione dell’altezza delle spalle;
- alterazione dell’altezza delle scapole;
- alterazione della forma dei fianchi;
- squilibrio del tronco verso destra o verso sinistra.
La visita con lo specialista e le cure

Grazie allavisita specialisticacon il Posturologo, che osserverà il paziente e lo visiterà anche attraverso alcuni test di valutazione clinica (come iltest di flessione in avanti del tronco), sarà possibile riconoscere precocemente una forma di scoliosi; in caso di necessità il medico potrebbe prescrivere ancheesami radiografici specifici.
Il trattamento dellascoliosivaria in base alla gravità della curva e all’età ossea del paziente: nei casi iniziali può essere sufficiente un trattamento con esercizi di autocorrezione; nei casi di curve più importanti può essere associato anche l’uso dicorsetti specifici. In presenza, invece, di una scoliosi più grave, potrà essere necessario l’intervento chirurgico.
L’importanza della diagnosi precoce
Riconoscere la scoliosi già dai primi sviluppi con una diagnosi precoce è quindi molto importante per poter evitare l’evolutività della curva, migliorare l’estetica e trattare la patologia nelle fasi iniziali così da evitare l’intervento chirurgico.
Perché è importante il trattamento della scoliosi in età evolutiva?
Non trattare la scoliosi già dall’adolescenza potrebbe aumentare il rischio maggiore di sviluppare in età adulta problemi di salute che potrebbero peggiorare la qualità della vita, come deformità estetica e disabilità visibile, dolore e limiti funzionali progressivi.


Ovviamente, il nastro sportivo è stato popolarmente utilizzato da atleti professionisti e dilettanti per molti anni. Tuttavia, il nastro kinesiologico è significativamente diverso. Il nastro atletico tradizionale veniva spesso utilizzato per immobilizzare un muscolo o un’articolazione avvolgendo l’estremità con molti strati di nastro e doveva contribuire a prevenire ulteriori lesioni. Tuttavia, limitava anche i movimenti e non aiutava l’infortunio a guarire.
Il taping kinesiologico assume praticamente l’approccio opposto. Cioè, allunga leggermente i tessuti per consentire una circolazione non compromessa al muscolo. Ciò consente al muscolo di guarire più rapidamente. Tieni presente che con il nastro kinesiologico, un’estremità non viene mai avvolta come con il nastro atletico tradizionale. Un singolo strato di nastro kinesiologico viene applicato sull’area lesa. Come accennato in precedenza, ciò consente di non ostacolare il flusso sanguigno. Tuttavia, esiste un altro tipo di fluido in grado di circolare più liberamente se il nastro kinesiologico non fosse utilizzato. Questo fluido si chiama fluido linfatico e proviene dai linfonodi.
Come funziona il taping kinesiologico?
L’effetto più evidente e lampante del taping kinesiologico è già stato ampiamente discusso in questo articolo. Il miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica è il principale vantaggio del taping kinesiologico. Ciò riduce l’infiammazione e diminuisce la quantità di accumulo chimico nel tessuto. Tuttavia, questo è ben distante dall’essere l’unico vantaggio del taping kinesiologico. Il taping supporta anche il muscolo. Può consentire al muscolo di contrarsi anche quando non è al 100%, il che può aiutare a prevenire i crampi. Il terzo vantaggio del taping kinesiologico è quello dell’attivazione degli analgesici del corpo. Gli analgesici dei corpi sono i meccanismi interni che consentono a una parte del corpo ferita di guarire più rapidamente e causare meno dolore. Il quarto vantaggio è visto come risultato dei tre precedenti. Consentendo una migliore circolazione dei muscoli, si ottiene un migliore movimento delle articolazion.
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Tutti sperimentano almeno una volta nella vita dolori muscolari o articolari.
Alcune volte i fattori scatenanti sono chiari, come nel caso del mal di schiena o dei dolori mestruali; altre volte, invece, si tratta di dolori muscolari diffusi in tutto il corpo le cui cause sono per lo più ignote. Se non si riesce a risalire alla fonte del dolore, può essere utile conoscere quali siano le più comuni cause dei dolori muscolari ed articolari, per imparare a individuare i diversi disturbi e saperli affrontare al meglio.

Perché si prova dolore?
Il dolore è il modo naturale tramite il quale il tuo corpo ti avvisa che c’è qualcosa che non va. Le ragioni del dolore potrebbero essere numerose, come ad esempio:
• Distorsioni e stiramenti
Le cause dei dolori muscolari potrebbero essere attribuite a uno sforzo intenso durante uno sport, oppure, viceversa, allo stare sempre nella stessa posizione per un tempo prolungato, come ad esempio durante lo studio o il classico lavoro da scrivania.
Le distorsioni e gli stiramenti si verificano quando i muscoli, le articolazioni o i legamenti sono sottoposti a uno sforzo eccessivo o prolungato. Il danno ai muscoli è solitamente accompagnato da un’infiammazione muscolare ed è più probabile che si manifesti quando non si effettua un corretto riscaldamento prima di una attività fisica.
Gli strappi muscolari possono anche essere il risultato di una postura scorretta o di un sollevamento effettuato nel modo sbagliato.
• Raffreddore e influenza
I sintomi del raffreddore e dell’influenza sono conosciuti universalmente: mal di testa, febbre, mal di gola… ma è tutto il corpo a risentirne! Può infatti accadere che le cause dei dolori articolari diffusi siano spesso connesse a queste due condizioni di salute.
Le cause dei dolori muscolari connesse a un raffreddore o influenza sono da attribuire al rilascio di determinate sostanze chimiche che il sistema immunitario mette in circolo nel corpo per aiutarlo a proteggersi e a combattere le infezioni. Tali sostanze chimiche possono anche intaccare le proteine dei muscoli, provocando conseguenti dolori muscolari.
Come alleviare i dolori muscolari e articolari
I dolori muscolari sono una sorta di allarme che il corpo attiva per avvertire che al suo interno si stanno riscontrando dei problemi. Risulta, quindi, utile saper identificare la fonte del problema per capire come far passare i dolori muscolari in maniera mirata ed efficace.
Spesso si arriva alla conclusione che la scrivania e, soprattutto, la sedia non permettono al corpo di assumere una corretta postura e che, per tale ragione, sarebbe opportuno cambiarle; oppure, in altri casi, si sta pretendendo uno sforzo eccessivo da parte di una zona particolare del corpo.
Di seguito una serie di consigli utili su come combattere i dolori articolari in caso di stiramento o distorsione:
• lascia riposare la parte del corpo dolorante;
• adotta misure che possano ridurre il gonfiore e l’infiammazione nei primi giorni: segui il protocollo RICE, ossia riposo (Rest), ghiaccio (Ice), compressione (Compress) ed elevazione (Elevate), oppure, se necessario, assumi un analgesico, come Nuroflex dolori muscolari e articolari ;
• se dopo i primi giorni il gonfiore si è ridotto, puoi utilizzare la terapia del calore e sfruttare i suoi benefici lenitivi;
• prova a fare qualche esercizio delicato, come camminare o nuotare;
• concediti un massaggio per alleviare i dolori muscolari;
• se la distorsione o lo stiramento ti preoccupano particolarmente, chiedi consiglio al tuo medico di fiducia.
Quando preoccuparsi per i dolori muscolari e articolari
Le azioni sopra descritte, che illustrano come contrastare i dolori articolari, possono velocizzare il recupero. Se il dolore persiste e sei molto preoccupato, la soluzione non è ignorarlo: contatta il tuo medico o chiedi aiuto al tuo farmacista il prima possibile.